Michele de Pascale, candidato del centro sinistra, si è imposto con il 56% dei voti in un contesto di forte astensionismo.
Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna vince il centro sinistra. Michele De Pascale è il nuovo presidente di regione con il 56,77 %, contro il 40 % ottenuto da Elena Ugolini, candidata del centro destra. 16 punti percentuali di differenza, oltre il doppio rispetto al risultato delle regionali 2020, quelle che videro sfidare Bonaccini alla leghista Borgonzoni.

Oltre il risultato: gli elementi che fanno riflettere
- partecipazione al voto;
- polarizzazione dei voti a favore di PD e FdI;
- capacità della coalizione vincente di individuare valide candidature.
Rispetto al primo punto ricordiamo che l’affluenza per queste Regionali si è attestata al 46 % degli aventi diritto. Un bel passo indietro rispetto al 67 % dei votanti delle regionali 2020, “gasate” dalla presenza di Matteo Salvini. Il partito del “non voto”, così come già avvenne nel 2014 (voto l’affluenza al 37 %), oggi è maggioranza anche in una regione in cui la popolazione ha sempre partecipato alle elezioni.
Certamente un dato, su cui l’offerta politica intera, già a livello nazionale deve ragionare. Quello che ci permettiamo di dire, vista la “vicinanza” elettore–istituzioni regionali, è la necessità di dare riscontro di quello che è l’operato sia di chi governa sia di chi fa opposizione. Ciò potrebbe fare da leva per una maggior partecipazione collettiva alle vicende regionali. La Democrazia va sostenuta, fin dalla base, da una quanto più ampia partecipazione al voto.

Il secondo punto è un aspetto già evidente sia alle elezioni europee di giugno 2024 che alle elezioni politiche di settembre 2022. Una polarizzazione dei voti, a favore di PD e FdI che da soli rappresentano, in questa regione, oltre il 65 % dei voti ed ognuno di questi partiti nel proprio campo una quota maggioritaria di voti. Anche in Regione quindi è sfida, così come nella nazione, tra PD e FdI. Questo è sicuramente un elemento su cui la Segreteria Nazionale del PD deve ragionare per elaborare proposte programmatiche alternative alle politiche attuali. In ambito poi centro sinistra “largo”, oggi il M5S, appare più che mai “fiaccato” dalle diatribe e regole interne (ricorda il PD degli anni passati). O il Movimento sarà in grado a breve di ridarsi un’identità oppure il PD dovrà porsi l’interrogativo di come intercettare i voti dei delusi dai 5S che potrebbero confluire nel “non voto”.
Michele De Pascale raccoglie il testimone di Bonaccini
Infine. Un plauso va ai candidati che il centro sinistra è stato in grado di proporre. Dal più alto in grado ovvero al candidato alla presidenza Michele De Pascale. Chi mai avrebbe pensato dopo il governo a guida Stefano Bonaccini che ci sarebbe stata una persona in grado di raccogliere così dignitosamente il testimone e di battere con così ampio margine il centro destra? Fino a qualche mese fa, nessuno. A Michele che ha girato in lungo e in largo questa regione deve andare il nostro più sincero ringraziamento.

Elena Carletti entra in consiglio regionale in quota PD
A proposito poi di candidature, per ultima non possiamo nascondere la soddisfazione del Circolo PD di Novellara per l’elezione della “nostra” Elena Carletti che con 13.482 preferenze è stata la sesta più votata a livello regionale. Un grande risultato e riconoscimento per Elena, per il suo impegno e dedizione come Sindaco e come Vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia.
Allo stesso tempo si tratta anche di un riconoscimento del lavoro e del percorso amministrativo e politico del Partito Democratico locale e del gruppo di donne e uomini che con spirito volontaristico operano quotidianamente.



