Per uscire dall’isolamento a cui ci hanno portato Lega e M5S


A “quasi” un anno dall’insediamento del Governo Conte (1° giugno 2018), se penso ad un termine che meglio può caratterizzare questi 12 mesi di maggioranza giallo – verde (coalizione post elettorale fra Movimento 5 Stelle e Lega), individuo la parola isolamento. Ovvero la condizione di chi, anche per libera scelta, vive in solitudine, privo di appoggi e di assistenza, o nel caso di una Nazione, non ha rapporti politici, economici, culturali ecc., con altre realtà sovra nazionali.
Non si può certo dire che l’Italia “targata” Lega/M5S non abbia avuto o non abbia, rapporti con gli altri Stati, tuttavia non si intuisce la direzione seguita e quali dei nuovi accordi o rapporti internazionali, siano in grado di sostituire i precedenti, completamente stracciati in questi mesi. Questo dato di fatto è frutto della comune arroganza giallo-verde, la quale si basa sul concetto che solo “battendo i pugni sul tavolo” o “alzando la voce”, si ottengano i risultati sperati.
Si tratta di un atteggiamento meramente propagandistico, che nel breve periodo “compatta” l’elettorato anti UE, anti EURO, anti MIGRANTI … rinsaldandone le fila, ma nel lungo periodo, sfocia nell’autolesionismo. A partire dall’estate scorsa, i rapporti con i partner europei sono divenuti “burrascosi” a seguito della chiusura dei porti, del mancato soccorso e dell’accoglienza dei migranti. Anche in ambito economico e nello specifico, per l’approvazione della Legge Finanziaria (il famoso rapporto Deficit/PIL dal 2,4 al 2,04 %), non sono mancati “botta e risposta” al vetriolo, fra Commissione Europea e Governo Italiano. Si può continuare. Nel febbraio di quest’anno la Francia ha deciso di richiamare il proprio ambasciatore da Roma, per chiarimenti in merito a diversi episodi avvenuti negli ultimi mesi: dalla gestione dei controlli sui migranti al confine di Ventimiglia, alle dichiarazioni sul “franco delle colonie” di Meloni e Di Maio, alla foto di Di Maio stesso e Alessandro di Battista con il leader dei gilet gialli Christophe Chalen. Tutti questi eventi dimostrano quanto si siano incrinati i rapporti tra Parigi e Roma. Che dire poi sulla TAV e su questo continuo tergiversare adducendo cavilli burocratici, rispetto agli accordi presi con Francia e UE ?. Se poniamo poi lo sguardo all’altra forza di maggioranza, la LEGA, i rapporti politico-economico-finanziari con la Russia di Putin sono alquanto dubbi. La confusione del Governo Italiano rispetto alla crisi venezuelana, a quella libica poi e i dubbi sull’accordo cosiddetto della “Via della Seta” con la Cina, non sono che gli ultimi accadimenti di una politica estera che non ha né capo né coda. Neppure l’ammirazione di Salvini per Austria, Polonia ed in particolare Ungheria ha permesso (a bilanciamento) la stipula di accordi con questi paesi, anzi, questi Stati non condividono la politica di bilancio “flessibile” del nostro esecutivo e non presteranno certo il fianco per un allentamento dei vincoli e dei parametri stabiliti dall’Europa.
Insomma, il Governo Conte, la cui guida spetta al duo Salvini / Di Maio registra un evidente isolamento che diverrà poi solitudine ed irrilevanza. Non possiamo pensare che opportunità o problemi globali (clima, migrazioni, crisi economica, povertà e disuguaglianza fra Nord e Sud del Mondo ..) possano essere gestiti in autonomia, o “fuori” da quel naturale perimetro, non solo geografico, ma anche politico, economico, storico e culturale che per noi è l’Europa.
Ecco da dove ripartire, per uscire da questo isolamento: dall’Europa e dalle prossime elezioni europee. Cito allora le parole del Presidente del PD, Paolo Gentiloni: “La nostra sfida è contro il nazionalismo da operetta, a cui si accoda il nulla dei cinque stelle. Questo nazional populismo, dopo aver messo l’Italia ai margini ci può mettere fuori dall’Europa”. E’ un rischio che non possiamo correre, il 26 Maggio prossimo VOTA la lista PD “Siamo Europei”.
Segreteria del Circolo PD di Novellara



