Enrico Berlinguer: pensare ed agire per la dignità delle persone

Enrico Berlingue_Reggio Emilia

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A 40 anni dalla scomparsa (Padova, 11 giugno 1984), è doveroso ricordare Enrico Berlinguer o meglio il compagno Enrico Berlinguer. Non avendo vissuto quegli anni di fervore politico, non è facile scrivere un articolo a riguardo, che sia all’altezza della persona che lui era, ma gli innumerevoli scritti e video ancora in bianco e nero, le tante testimonianze dei militanti di allora, hanno facilitato la mia stesura.

Enrico Berlinguer è stato un grande politico.

Il compagno Enrico Berlinguer


Eletto segretario del Pci nel 1972, ha mantenuto questa carica fino alla morte avvenuta nel 1984; è stato definito da molti un “comunista democratico”, dato che riteneva inseparabili gli ideali del socialismo ai valori democratici.


In un contesto, quello degli anni ’70, caratterizzato da manifestazioni, scontri ed attentati, Berlinguer è stata figura determinante per la tenuta democratica delle Istituzioni.


Grazie alla sua credibilità politica, è stato leader capace di far sì che il Pci, seppur all’opposizione, avesse un’influenza incredibilmente positiva sulle vicende del Paese. A questo proposito, si tengano in considerazione le grandi riforme in ambito lavorativo, sociale e civile, ognuna delle quali mirava a migliorare la dignità delle persone, proprio come auspicava il credo politico di Berlinguer stesso.


Queste considerazioni dimostrano quanto Berlinguer sia stato leader capace di far coincidere il pensiero politico e azione necessaria per attuarlo.


A distanza di 40 anni, ritengo che il pensiero di Berlinguer, non possa essere relegato al passato, anzi varie sue riflessioni e argomentazioni, che ne rappresentano i cosiddetti “cavalli di battaglia” risultano del tutto attuali. In primis il tema riguardante la “questione morale”, di cui ci resta testimonianza nella famosa intervista di Eugenio Scalfari pubblicata da “La Repubblica” il 28 luglio 1981.


A riguardo dell’Europa (ricordo che nel 1979 si tennero le prime elezioni europee in cui Berlinguer risultò eletto alla carica di parlamentare), Berlinguer ne auspicava il rafforzamento istituzionale, a scopo di migliorare il confronto con la crisi economica, con il peso delle multinazionali, con questioni quali il controllo dei capitali e i problemi energetici. Si trattava di riforme che i singoli Stati stentavano ad attuare e che necessitavano di una struttura sovranazionale, legittimata sul piano democratico.

E non sono già questi temi d’attualità?


Ancora, riguardo all’Europa: la speranza di un soggetto politico autonomo, forte, non schiacciato e succube del predominio americano, ma in grado di cooperare con le forze emergenti, intransigente rispetto alle disuguaglianze che minano la coesistenza pacifica fra i popoli.


E ripeto la domanda. Nel contesto attuale così belligerante, queste riflessioni non meritano ancora oggi lettura?


Sui giovani e rivolgendosi proprio ad essi nell’ultimo comizio del 7 giugno 1984, riporto integralmente: “Nel mondo giovanile vi sono immense energie e potenzialità; in esso è più viva che mai l’esigenza di prospettive di cambiamenti, di un futuro per il quale valga la pena di lavorare, di studiare, di lottare “. In altre occasioni invitò i giovani a dare corso a quelle attività (studiare e lavorare) che nobilitano l’essere umano e che di fatto sono elementi basilari, per perseguire quel cambiamento migliorativo (di dignità della persona) di cui la società ha sempre necessitato.


Berlinguer stesso è stato esempio di passione e dedizione per il proprio lavoro, che oserei definire “missione” come dimostrato dallo sforzo estremo compiuto in occasione dell’ultimo comizio a Padova per concludere il discorso iniziato.


Potrei continuare, citando ulteriori riflessioni, valide ancora oggi, ma ritengo utile interrompermi auspicando di aver acceso in tutti Voi lettori una sana curiosità, nell’approfondire il pensiero del Segretario del Pci.


Enrico Berlinguer è stato quindi oltre che un grande politico, un grande filosofo della sinistra italiana, un grande Uomo per la coerenza tra vita politica e interesse privato, i cui pensieri non sono da relegare al passato, ma sono da riportare in vita, in quanto mantengono una grande attualità e possono / devono essere un punto di riferimento per i valori e per gli ideali di una forza progressista moderna.
Grazie Enrico.

Daniele Panciroli

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